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Ultimo aggiornamento: 06/10/2010

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Introduzione del Software Libero nella Pubblica Amministrazione

Premesso che viene definito come Software Libero quel software (sistemi operativi, elaboratori di testo, gestori di database, navigatori internet, e in generale programmi di qualunque tipo) per il quale siano garantite all'utente le libertà di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. Più precisamente, ci si riferisce a quattro tipi di libertà per gli utenti del software:
  • Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo;
  • Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità;
  • Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo;
  • Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.
Un programma è software libero se l'utente ha tutte queste libertà.

Letto l'appello seguito da numerose firme di professionisti legati al mondo informatico, operatori della pubblica amministrazione e altri cittadini dal titolo Soggezione informatica della Stato italiano alla Microsoft che mette in evidenza il forte sbilanciamento da parte della Pubblica Amministrazione verso l'impiego pressoché esclusivo di prodotti software di una sola azienda sia per quel che riguarda i Sistemi Operativi che per le applicazioni cosiddette da ufficio (word processor, data-base, presentazioni, "client" di posta elettronica, etc.): si consideri che tale situazione ha instaurato un fortissimo monopolio sui prodotti software.

Considerato il delicatissimo aspetto, trattando la presente mozione di Enti Pubblici, della sicurezza informatica, si fa presente come l'impiego di prodotti proprietari di aziende che non rilasciano il codice con cui sono stati prodotti i programmi rende di fatto impossibile anche ad esperti sapere esattamente cosa quel programma fa o può fare o potrebbero fare future versioni. E' noto che alcuni programmi proprietari sono potenzialmente in grado di inviare via internet notizie provenienti dal computer su cui sono installati a computer remoti, anche all'insaputa dell'utente/acquirente, e per la maggior parte dei software proprietari, essendo segreto il codice sorgente, è inattuabile o comunque molto complesso verificare se tale possibilità sia o meno presente nei software installati. Questo aspetto sconsiglierebbe quanto meno l'impiego di software proprietari (senza codice sorgente controllabile) su personal computer su cui siano depositati dati riservati e/o di valore. Il rischio sopra esposto ha convinto alcuni paesi tra cui Francia (ad esempio il Ministero della Cultura, dell'Educazione e del Tesoro), USA (compresi agenzie governative come CIA, FBI, NASA, NSA), Gran Bretagna, Argentina, Belgio, Danimarca, Brasile, Germania, Perù, Spagna, India, Corea, Messico e Cina a dotare la propria Amministrazione pubblica prevalentemente e preferibilmente di software a codice aperto (open source).

Considerato che nello stesso appello di cui sopra si rileva come dei pacchetti software sopra indicati vengano messe sul mercato di continuo nuove versioni dei prodotti, all'atto pratico diverse dalle precedenti solo per pochi dettagli o poche marginali funzioni, e che, come ogni utilizzatore di strumenti informatici ha avuto modo di osservare, spesso non esiste compatibilità fra due versioni di uno stesso prodotto, derivando così che se un qualunque ufficio della Pubblica Amministrazione che ha acquistato i prodotti Office, ad esempio della serie 2000, trasmette per posta elettronica o tramite floppy disk un documento elaborato con questa versione ad un altro ufficio che utilizza ancora i prodotti Office della serie precedente, quest'ultimo non sarà in grado di leggerlo. Si tratta, in pratica, per quanto variamente mascherata con licenze multiple, sconti e piani di upgrade, di una costrizione piuttosto discutibile ad acquistare sempre il prodotto più recente; aggiornamento che spesso significa, per l'ufficio acquirente, od un calo di produttività dovuto ad una maggior lentezza dei prodotti più recenti (e pesanti) od una maggiore spesa per aggiornare anche l'hardware. Si tratta in pratica di una costrizione piuttosto discutibile ad acquistare sempre, a caro prezzo, il prodotto più recente.

Vista l'approvazione da parte del Comune di Lodi, del Comune di Firenze, della Provincia di Pescara, il Comune di Ravenna di mozioni con le quali si chiede l'introduzione e l'espansione del software libero nella Pubblica Amministrazione.

Considerato che il Comune dovrà mettere in atto iniziative in accordo con la normativa regionale (Proposta di Legge approvata recentemente in Giunta Regionale dal titolo: Promozione dell'Amministrazione Elettronica e della Società dell'Informazione e della Conoscenza nel Sistema Regionale. Disciplina della "Rete Telematica Regionale Toscana?) nazionale ed europea per la promozione e lo sviluppo delle tematiche legate al pluralismo del Software nella Pubblica Amministrazione.

Preso atto che lo scorso 31 ottobre 2002, il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, ha firmato il Decreto che istituisce la Commissione per il software a codice sorgente aperto nella Pubblica Amministrazione, in accordo col piano di miglioramento dell'efficienza, dell'efficacia e della economicità dell'apparato statale per la cui realizzazione rientra, a pieno titolo, lo studio e la valutazione dei nuovi sviluppi delle tecnologie dell'informazione, quali l'Open source. Tale commissione è presieduta dal prof. Meo del Politecnico di Torino;

Preso atto che lo scorso 19 dicembre 2003, il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, ha emanato una direttiva nella quale si invitano le pubbliche amministrazioni a tener conto della nuova modalità di sviluppo e diffusione di programmi informatici.

Ritenuto che requisiti essenziali per i dati della Pubblica Amministrazione siano:
  • la sicurezza dei dati trattati e conservati.
  • la comunicabilità ed accessibilità dei dati -- ad esempio ogni documento messo a disposizione del pubblico dovrebbe essere in un formato leggibile dai principali programmi di videoscrittura e non solo da uno o pochi.
  • la stabilità del formato -- cioè al fine di garantire la permanenza nel tempo della documentazione prodotta dall'amministrazione, evitando di dover ricominciare da zero in caso di cambiamento di hardware o software quindi la continuità del lavoro di essa, ogni documento deve essere in un formato reputato stabile nel tempo, che non subisce evoluzioni con l'evoluzione del software che lo elabora.


Osservato che l'acquisto delle nuove versioni del software Microsoft rappresenta una spesa ingente del totale della spesa informatica, con costi che si avvicinano a quelli sostenuti per l'acquisto dell'hardware dei modelli più recenti di personal computer.

Considerato che tali stanziamenti di spesa potrebbero essere meglio investiti per potenziare i servizi pubblici in rete o per la promozione di una maggiore alfabetizzazione informatica dei cittadini.
Analizzato che la tendenza considerata più conveniente è quella di spostare gli investimenti sui servizi come assistenza, corsi, formazione in genere e installazione, investendo più sugli uomini: continuare a proporre investimenti solo sul software e poco sui servizi è anacronistico e probabilmente fuori mercato.

Considerarti i vantaggi occupazionali per il territorio derivanti dagli investimenti in ricerca, sviluppo, formazione, assistenza e installazione rispetto ai costi di licenza del software proprietario.

Constatato che tra le azioni del progetto e.government fanno parte anche quelle mirate:
  • a favorire le misure volte ad aumentare la sicurezza delle reti informatiche e dei dati trasmessi.
  • alla gestione elettronica delle pratiche burocratiche trattate dagli uffici amministrativi.
  • a sviluppare le competenze informatiche e tecnologiche del personale dipendente delle Pubbliche Amministrazioni.

IMPEGNA L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Nell'ambito del mantenimento di un livello ottimale di efficienza e funzionalità dei prodotti software per gli uffici comunali:
  1. Ad avviare uno studio di fattibilità e pianificazione sull'introduzione progressiva di software libero in questo Comune, con l'obiettivo di renderlo prioritario, e ad invitare anche gli altri Enti Pubblici a fare altrettanto.
  2. Ad acquistare ed utilizzare pacchetti software per ufficio tenendo conto delle esigenze di sicurezza e quindi impiego di software libero o almeno open source per i computer destinati ad utilizzare e immagazzinare dati riservati, protetti dalla legge sulla privacy o comunque di valore per l'amministrazione e/o per i cittadini.
  3. Valutare anche la componente costo del prodotto/assistenza fornita allorché siano state riscontrate in offerta concorrenziale caratteristiche comparabili di facilità d'uso e rispondenza dei singoli prodotti alle esigenze degli enti stessi (specie laddove queste si identifichino, come normalmente accade, nella semplice produzione di documenti, scambio di posta o in altre elementari funzioni) nonché a verificare se analoghe caratteristiche sono assicurate da prodotti che possono essere acquisiti gratuitamente.
  4. A considerare nella creazione di budget di spesa i vantaggi economici, ovvero di sviluppo delle intelligenze, del sapere e del saper fare locali, derivanti da investire più in assistenza ed installazione e meno nei costi di licenza del software, in particolare impiegando software libero.
  5. A promuovere l'impiego di formati di dati standard, aperti e documentati, poiché di estrema importanza e flessibilità per mantenere la piena compatibilità con futuri cambiamenti tecnici e avendo questo notevole impatto nel caso di realizzazione di programmi ad hoc per la Pubblica Amministrazione senza nessuna conseguenza sulla facilità d'uso.
  6. Ad inserire nel programma dei corsi di riqualificazione informatica per il personale dipendente del Comune anche l'impiego del sistema operativo Gnu/Linux e di altri prodotti di software libero (e quindi open source) e ad indirizzare i dipendenti medesimi all'impiego nella spedizione di documenti di formati di salvataggio/interscambio leggibili da qualsiasi altro programma di scrittura (ad esempio formato rtf) e non semplicemente documenti nell'ultima versione disponibile del programma di word processing di cui dispongono; similmente si dovrebbe agire con altri programmi di ufficio (tabelle, presentazioni, etc.)
  7. A sostenere e incoraggiare la conoscenza e la diffusione del software libero nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle sedi universitarie pratesi.
  8. Ad attivarsi, eventualmente prendendo contatti con cittadini ed associazioni o gruppi locali, come PLUG (Prato Linux User Group) e nazionali, come ILS (Italian Linux Society) e AsSoLi (Associazione Software Libero), per mettere in atto politiche per diffondere maggiormente il software libero e open source nelle scuole ed in generale presso tutti i cittadini.
  9. A considerare l'uso di software libero requisito di eccellenza nelle politiche di collaborazione di questo ente.
  10. Ad adoperarsi affinché si individuino e si realizzino investimenti adeguati, anche in collaborazione con altri attori istituzionali e non, per promuovere nel territorio cittadino un distretto tecnologico correlato con il software libero, in modo da accrescere la cultura, le competenze, le risorse ed i collegamenti necessari per far diventare la Provincia di Prato punto di eccellenza a livello europeo per quanto riguarda lo sviluppo e la diffusione del software libero.

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