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Ultimo aggiornamento: 06/10/2010

Linux server

Creative Solutions Engineering
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Installazione e manutenzione sistemi informatici Linux

Video pubblicitario su openERP This is a near perfect solution. I run an Asterisk Vo/IP system for my office, and eGroupware with Cyrus for our mail system. We migrated from Microsoft Exchange some time ago and I've never looked back.
With eGroupware, we were able to replace 99% of the functionality of our Microsoft Exchange server with open source software. With sieve filters users can set up an unlimited number of server-side mail filters, something you can't do with Exchange anymore, and the web interface works much better with Firefox than Microsoft's web access. Our Asterisk phone system integrates into the mix and will deliver voicemail to the user's e-mail box.
Now, with my Blackberry I can download and play those voicemails without ever having to dial into the phone system, because they are wav files attached to e-mail that is picked up by my Blackberry. I'm feeling so "connected" right now it's not even funny :-)
Switching to an all open-source messaging suite like this was easier than I thought, but when we did the primary migration I only had about 10 users to worry about. This made it much easier. I took Outlook (or the appropriate mail client) and downloaded everything to a local storage. After setting up IMAP to the Cyrus server I pushed it all back up - not recommended if you're going to migrate a few hundred users, but effective in my case. I then set up the Funambol open source sync client for each user to sync their contacts and calendar between the server and their local store. This gives them remote access to their data, and I have a copy of that on both the desktop and the server in addition to the server backups in the event of a catastrophic failure.
On my Blackberry I again use the Funambol client to sync contacts and calendar to the server. Within 30 minutes of getting the Blackberry I'd already downloaded the Funambol client over the air and sync'd with my eGroupware server, without ever attaching the Blackberry to a computer.
Configuring Asterisk to deliver voicemails as a wav file to your e-mail box is simple. I now I have a completely integrated messaging system that doesn't tie me to a desktop computer, and every aspect of it is open source software!
Roma - È una delle questioni più calde nello smercio di personal computer in Italia e ora ADUC, l'Associazione dei consumatori e degli utenti, sta lavorando per trasformare la delusione di molti in una class action. È l'annosa questione dei sistemi operativi preinstallati sui PC in vendita, sistema il cui prezzo viene addebitato all'utente in moltissimi casi, anche se questi ha intenzione di adottare sistemi operativi alternativi.
la licenza di WindowsSe è vero che il software preinstallato sui PC è apparentemente gradito alla maggiorparte degli utenti, ADUC ricorda come sono moltissimi coloro che segnalano di non riuscire ad ottenere il rimborso per i sistemi operativi non utilizzati. "La richiesta del rimborso è legittima - spiega l'Associazione - proprio perché l'hardware e il software, nonostante le apparenze e la frequente ingannevolezza delle informazioni dei produttori, non sono venduti come un unico blocco: per l'uso del software viene richiesta l'accettazione di una licenza, accettazione che invece non è richiesta per l'hardware, il cui negozio è concluso al momento dell'acquisto del PC".
Come noto, al primo avvio di un PC con Windows pre-installato, ad esempio, all'utente viene chiesto esplicitamente di accettare l'EULA di Windows, la licenza d'uso, che detta limiti e condizioni. All'utente viene anche offerta la possibilità di rifiutare la licenza e suggerita la possibilità conseguente di ottenere un rimborso per la spesa del sistema operativo. Rimborso che, come ben sanno i lettori di Punto Informatico, è spesso difficilissimo ottenere.
ADUC ha spiegato di ricevere centinaia di segnalazioni sugli ostacoli al rimborso e ricorda che sono già molte le cause individuali avviate. "Ma l'adire cause individuali - sottolinea l'Associazione - non puo' che riguardare un numero limitato di utenti, quelli più tenaci e convinti, disposti anche a sobbarcarsi il peso di una causa giudiziaria. Per cui, visto l'alto numero di utenti coinvolti e l'importanza della questione in ambito di libertà di mercato, abbiamo deciso di prepararci per agire con un'azione giudiziaria collettiva. Quella class action che, pur se riteniamo la normativa attuale molto limitante dei diritti dei singoli, dovrebbe essere praticabile a partire dal prossimo 1 luglio, quando la legge entrerà in vigore".
La legge limita l'ampiezza della class action e potranno quindi decidere di prendervi parte solo privati consumatori, utenti cioè che abbiano eseguito un acquisto senza ricorrere a Partita Iva.
Per tutti loro, ADUC ha avviato una raccolta e un modulo "che non comporta alcun impegno", sottolinea l'Associazione, e che serve soprattutto a "verificare un effettivo interesse collettivo". Il modulo è a questo indirizzo.
Nelle prossime schede madri ASUS pare ci sarà Splashtop, una versione Linux che gira in una memoria flash sulla scheda madre e permette di navigare (firefox) e usare skype dopo un boot di soli 5 secondi, e senza quindi richiedere l'installazione di Linux nell'hard disk. Pubblicato il Bando Regionale Prodi-Dottorini: Promuovere nelle scuole la diffusione del pluralismo informativo attraverso l'adozione di software "a sorgente aperto", (Open source) è l'obiettivo. (AGENZIA UMBRIA NOTIZIE) Perugia, 8 feb. 07 ? Promuovere nelle scuole la diffusione del pluralismo informativo attraverso l'adozione di software "a sorgente aperto", (Open source): è l'obiettivo del Bando per la "Messa a sistema delle sperimentazioni di integrazione a scuola formazione lavoro a partire dall'esperienza dei percorsi triennali", pubblicato sul supplemento ordinario numero 3 del Bollettino ufficiale della Regione Umbria numero 5 del 31 gennaio 2007, il cui testo è consultabile sul sito internet: http://www.formazionelavoro.umbria.it. I contenuti del Bando - per il quale la Regione ha stanziato risorse pari a 100 mila euro - e i punti fondamentali della legge regionale "11/2006" sul pluralismo informatico, sono stati illustrati stamani a Perugia dall'assessore regionale alla formazione ed al sistema formativo integrato, Maria Prodi, e dal capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini. "La Regione Umbria si è attivata per promuovere la diffusione e lo sviluppo del pluralismo informatico favorendo l'adozione di software a 'sorgente aperto' (Open source) da parte della pubblica amministrazione e nelle scuole - ha detto l'assessore Prodi ? Proprio per le scuole è stato preparato il Bando che sarà finanziato con le risorse del Fondo sociale europeo previste nel programma regionale per il sostegno al sistema dell'istruzione. Di concerto con l'Ufficio scolastico regionale ? ha aggiunto - è stato elaborato un progetto che coinvolgerà i docenti su iniziative di formazione e aggiornamento sulla normativa regionale nell'ambito del pluralismo informatico. In particolare saranno promosse e finanziate azioni e interventi per realizzare l'adeguamento del sistema della formazione professionale e del sistema di istruzione e la prevenzione della dispersione scolastica". La data di scadenza per la presentazione dei progetti è fissata per i primi giorni di marzo e potranno accedervi tutti gli istituti accreditati. "Le scuole non accreditate potranno affidarsi ad agenzie formative accreditate che presenteranno progetti finalizzati - ha detto Prodi ? E' importante precisare che le scuole possono presentare progetti in sinergia con altri istituti. A proposito infatti, è auspicale la creazione di una rete tra scuole con a capofila soggetti che hanno già completato tutti i passaggi per l'accreditamento". Destinatari del Bando sono i docenti di istituti scolastici che potranno partecipare ad iniziative per la diffusione del pluralismo informatico negli ordinamenti scolastici e nei programmi didattici e per favorire la personalizzazione dei percorsi formativi, la promozione della messa a sistema delle sperimentazioni di integrazione scuola formazione e lavoro realizzate nell'ambito dell'esperienza dei percorsi triennali sperimentali e della diffusione della cultura scientifica. "L'iniziativa rappresenta un primo passo della Regione Umbria per diffondere il concetto di software libero, una delle espressioni di libertà di scambio di idee e informazioni ? ha concluso l'assessore - Come le idee, il software permea il tessuto sociale, producendo effetti etici, economici, politici e influenza la cultura in cui si formano le nuove generazioni. Il mio auspicio è dunque che questo Bando possa rispondere alle esigenze che emergono nel mondo della scuola ma che si possa lavorare per diffondere il pluralismo informatico nella pubblica amministrazione e spezzare il monopolio informatico, dove il 90 per cento dei prodotti informatici sono di una sola società, e che costringono a investimenti spropositati ma oggi inevitabili". Sul contenimento dei costi per la pubblica amministrazione e per le scuole ha posto l'accento il capogruppo dei Verdi e civici, Oliviero Dottorini: (http://www.dottorini.org) "La legge, che pone l'Umbria all'avanguardia nel panorama nazionale, visto che è la prima tra le Regioni italiane a dotarsi di uno strumento normativo in questo settore, permette di liberare risorse economiche rilevanti sia nel campo della pubblica amministrazione e delle scuole, sia per le imprese che spendono cifre considerevoli per il rinnovo e l'acquisto di nuove licenze". Dottorini ha affermato che "l'Umbria dovrà cogliere in pieno questa opportunità di sviluppo" ed ha evidenziato che "il comitato di sorveglianza previsto dalla legge ha già preso in esame numerosi progetti presentati dalle scuole umbre, ma anche da privati e dalle imprese". Pubblicato il Bando Regionale Prodi-Dottorini: Promuovere nelle scuole la diffusione del pluralismo informativo attraverso l'adozione di software "a sorgente aperto", (Open source) è l'obiettivo. (AGENZIA UMBRIA NOTIZIE) Perugia, 8 feb. 07 ? Promuovere nelle scuole la diffusione del pluralismo informativo attraverso l'adozione di software "a sorgente aperto", (Open source): è l'obiettivo del Bando per la "Messa a sistema delle sperimentazioni di integrazione a scuola formazione lavoro a partire dall'esperienza dei percorsi triennali", pubblicato sul supplemento ordinario numero 3 del Bollettino ufficiale della Regione Umbria numero 5 del 31 gennaio 2007, il cui testo è consultabile sul sito internet: http://www.formazionelavoro.umbria.it. I contenuti del Bando - per il quale la Regione ha stanziato risorse pari a 100 mila euro - e i punti fondamentali della legge regionale "11/2006" sul pluralismo informatico, sono stati illustrati stamani a Perugia dall'assessore regionale alla formazione ed al sistema formativo integrato, Maria Prodi, e dal capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini. "La Regione Umbria si è attivata per promuovere la diffusione e lo sviluppo del pluralismo informatico favorendo l'adozione di software a 'sorgente aperto' (Open source) da parte della pubblica amministrazione e nelle scuole - ha detto l'assessore Prodi ? Proprio per le scuole è stato preparato il Bando che sarà finanziato con le risorse del Fondo sociale europeo previste nel programma regionale per il sostegno al sistema dell'istruzione. Di concerto con l'Ufficio scolastico regionale ? ha aggiunto - è stato elaborato un progetto che coinvolgerà i docenti su iniziative di formazione e aggiornamento sulla normativa regionale nell'ambito del pluralismo informatico. In particolare saranno promosse e finanziate azioni e interventi per realizzare l'adeguamento del sistema della formazione professionale e del sistema di istruzione e la prevenzione della dispersione scolastica". La data di scadenza per la presentazione dei progetti è fissata per i primi giorni di marzo e potranno accedervi tutti gli istituti accreditati. "Le scuole non accreditate potranno affidarsi ad agenzie formative accreditate che presenteranno progetti finalizzati - ha detto Prodi ? E' importante precisare che le scuole possono presentare progetti in sinergia con altri istituti. A proposito infatti, è auspicale la creazione di una rete tra scuole con a capofila soggetti che hanno già completato tutti i passaggi per l'accreditamento". Destinatari del Bando sono i docenti di istituti scolastici che potranno partecipare ad iniziative per la diffusione del pluralismo informatico negli ordinamenti scolastici e nei programmi didattici e per favorire la personalizzazione dei percorsi formativi, la promozione della messa a sistema delle sperimentazioni di integrazione scuola formazione e lavoro realizzate nell'ambito dell'esperienza dei percorsi triennali sperimentali e della diffusione della cultura scientifica. "L'iniziativa rappresenta un primo passo della Regione Umbria per diffondere il concetto di software libero, una delle espressioni di libertà di scambio di idee e informazioni ? ha concluso l'assessore - Come le idee, il software permea il tessuto sociale, producendo effetti etici, economici, politici e influenza la cultura in cui si formano le nuove generazioni. Il mio auspicio è dunque che questo Bando possa rispondere alle esigenze che emergono nel mondo della scuola ma che si possa lavorare per diffondere il pluralismo informatico nella pubblica amministrazione e spezzare il monopolio informatico, dove il 90 per cento dei prodotti informatici sono di una sola società, e che costringono a investimenti spropositati ma oggi inevitabili". Sul contenimento dei costi per la pubblica amministrazione e per le scuole ha posto l'accento il capogruppo dei Verdi e civici, Oliviero Dottorini: (http://www.dottorini.org) "La legge, che pone l'Umbria all'avanguardia nel panorama nazionale, visto che è la prima tra le Regioni italiane a dotarsi di uno strumento normativo in questo settore, permette di liberare risorse economiche rilevanti sia nel campo della pubblica amministrazione e delle scuole, sia per le imprese che spendono cifre considerevoli per il rinnovo e l'acquisto di nuove licenze". Dottorini ha affermato che "l'Umbria dovrà cogliere in pieno questa opportunità di sviluppo" ed ha evidenziato che "il comitato di sorveglianza previsto dalla legge ha già preso in esame numerosi progetti presentati dalle scuole umbre, ma anche da privati e dalle imprese".
L'azienda risponde all'appello con cui il premio Nobel chiedeva al gigante di Redmond di intervenire a favore di un insegnate russo accusato di pirateria e che rischia di finire in campi di prigionia in Siberia.
Roma - Nel giro di 24 ore l'appello di Mikhail Gorbachev a Microsoft ha fatto il giro del Mondo e il big di Redmond ha immediatamente risposto. Nella sua lettera aperta, l'ex presidente e riformatore sovietico, nonché premio Nobel per la pace, chiedeva all'azienda di Bill Gates di ritirare la denuncia contro un insegnante, Aleksandr Ponosov, accusato di pirateria informatica.
Il caso di Posonov, di cui si sta parlando diffusamente dopo aver avuto ampio risalto sulla stampa russa, è quello di un docente che vive in un paesino sugli Urali, finito nei guai per aver comprato computer con software pre-installato che lui non sapeva essere software pirata, un caso che potrebbe costargli anni di reclusione.
L'ex presidente sovieticoLo scrive Gorbachev (nella foto) nella lettera a Gates e soci: "Questo insegnante ha dedicato la propria vita all'educazione dei bambini e riceve un modesto salario che non può essere paragonato neppure a qualunque salario della vostra azienda, ed ora è minacciato di galera in campi di prigionia in Siberia".
Un caso talmente anomalo per la Russia, uno dei paesi a più alto tasso di pirateria, che era finito nel mirino anche dell'attuale inquilino del Cremlino, Vladimir Putin, che aveva bollato come "ridicolo" lo sbandierare la possibilità che un cittadino venga recluso per un fatto del genere, ricordando che la legge riconosce che si possa aver agito in buona fede in un acquisto di questo tipo.
Ora Microsoft, attraverso i propri rappresentanti europei, ha fatto sapere, che quello di Posonov è un caso che viene perseguito dalla magistratura russa, un caso di natura penale che è stato avviato dagli stessi magistrati e non dalla società americana.
"Rispettiamo la posizione del governo russo - ha dichiarato Microsoft - sull'importanza della protezione dei diritti di proprietà intellettuale. Siamo certi che i tribunali russi raggiungeranno una decisione equa".
C'è chi dicie che un'immagine parla più di mille parole: nelle seguenti due immagini sono rappresentati i diagrammi di chiamate al sistema effettuato nel primo caso dal server web Apache funzionante su server Linux, nel secondo caso dal server web IIS funzionante su server Windows.
La complessità di quest'ultimo dovrebbe far intuire quanto più difficile risulti hardenizzare un server Windows per ridurre il rischio di errori di programmazione che possano comprometterne il sistema.
Diagramma chiamate SysCalls di Apache su server Linux
Diagramma chiamate SysCalls di IIS su server Windows
Vista funziona così bene da accettare comandi dati a voce. Anche da un MP3.
Nonostante il sistema di riconoscimento vocale di Windows Vista non abbia una buona fama, a causa di un video facilmente rintraccibile in rete in cui fa proprio brutta figura, ci sono anche casi in cui funziona bene, persino troppo.
La prova è stata fatta da George Ou, blogger per ZDNet ed è sostanzialmente molto semplice: se il riconoscimento vocale è attivo, Vista accetta comandi anche da un file audio riprodotto dalle casse.
Nello specifico, Ou ha registrato un file in cui ordinava al sistema di premere il pulsante Start e avviare un prompt dei comandi; poi ha acceso le casse e ha riprodotto il file: il sistema operativo ha puntualmente eseguito quanto gli veniva ordinato.
In sé la cosa potrebbe essere classificata come mera curiosità, ma è anche potenzialmente pericolosa: quanto ci vuole a inserire un MP3 da riprodurre automaticamente visitando una pagina web?
Oppure a confezionare un file dal nome fuorviante, per chi vada illegalmente a caccia di canzoni via p2p, in modo che alla prima riproduzione faccia qualche danno? Il mondo è pieno di burloni e vandali.
Nella pratica, i danni possibili sono limitati ai diritti posseduti dall'utente e pare che non sia possibile superare lo User Access Control. Per fortuna, poi, il prompt non accetta comandi vocali. Tuttavia è lo stesso Ou a dire di essere riuscito facilmente a far cancellare la cartella Documenti e a svuotare il cestino.
Il buon senso vorrebbe quindi che, per sicurezza, il sistema di riconoscimento vocale sia mantenuto disattivato, ma la cosa non finisce qui: Redmond, informata, ha risposto.
La risposta di Microsoft è interessante: oltre a rassicurare che si continuerà a indagare sulla cosa e che saranno presi provvedimenti, sono stati forniti alcuni consigli per proteggersi.
Il primo: si possono tenere spente casse e microfono. Illuminante. Il secondo: qualora si riproduca un file audio che cerchi di far eseguire comandi al sistema, allora bisogna chiudere Windows Media Player, disattivare il riconoscimento vocale e riavviare il computer. Proprio così: come gli utenti Windows sanno bene, alla fine l'unica soluzione è sempre riavviare.
Tra le novità della legge finanziaria appena approvata ci sono 30 milioni di euro per i progetti ICT, con priorità a quelli a sorgente aperto.
La legge finanziaria è arrivata finalmente alla fine del suo faticosissimo iter di approvazione, con tante norme discutibili (e discusse), messe e tolte in continuazione. Tra le novità positive c'è anche uno stanziamento a favore dell'open source: la Finanziaria, nella valutazione dei progetti da finanziare con i 30 milioni di euro previsti a sostegno della società dell'informazione, assegna priorità a quelli che utilizzano e sviluppano applicazioni software a codice aperto (articolo 1, commi 894-897).
La stessa norma della legge finanziaria, secondo Beatrice Magnolfi, sottosegretario all'Innovazione, "dispone anche la realizzazione di un ambiente di sviluppo cooperativo su web, dove le amministrazioni pubbliche possano condividere i codici sorgente, gli eseguibili e la documentazione dei software sviluppati. Il nuovo ambiente web consentirebbe inoltre di dare vita a comunità di amministrazioni utilizzatrici dei diversi software, per renderle protagoniste dei successivi sviluppi delle soluzioni, su base collaborativa".
"Il fine è quello di sostenere la crescita di un'industria del software italiana in grado di competere con le grandi multinazionali, ma alimentando al contempo lo sviluppo locale nei territori" ha aggiunto Magnolfi. "Si tratta di un settore in espansione formato da un arcipelago di piccole imprese, quasi sempre gestite da giovani, e capace di infondere al mercato un forte contenuto di innovazione e creatività".
Il 26 ottobre 2006 a Palazzo Cesaroni di Perugia, si è tenuta la conferenza stampa che presenta la recente legge Dottorini, e i passi futuri che la Regione farà e che coinvolge il ?mondo? dell'open source. Dopo l'insediamento del Centro di Competenza dell' Open Source, avvenuto pochi giorni prima, e stato presentato il cammino che le istituzioni regionali seguiranno,
Nella ?sala dei sindaci? a Palazzo Cesaroni, alla presenza dell Dott. Oliviero Dottorini, dell'Assessore all'Istruzione Maria Prodi e del Vice Presidente del Perugia GNU/LUG Andrea Castellani, i giornalisti e il pubblico presente hanno ascoltato le novità e i propositi che la regione si applica ad effettuare in osservanza della recente legge Dottorini.
Apre la conferenza il Dott. Dottorini, autore dell'omonima legge, che la presenta e ne espone le modalità di applicazione sia in ambito regionale, sia sugli effetti e i benefici che si sperano potranno avere a breve e a lungo termine. Spiega con precisione che l'obbiettivo primario e l'apertura delle P.A alla ?standardizzazione? del formato aperto, questo per abbattere le varie ?Babele? imposte dal software proprietario. Spiega anche che questa legge spera di movimentare lo sviluppo del settore IT regionale, facendo si che l'economia vada ad ?ingrassare? piccole e medie imprese locali e non solo grosse multinazionali straniere.
Dopo, il Dott. Dottorini cede la parola all'Assessore Prodi, la quale presenta gli effetti di questa legge in ambito scolastico. La presenza di un fondo Europeo di 30.000 euro stanziati per applicare aggiornamenti e promuovere la scuola a passare all'open source. Il progetto regionale prevede il graduale processo di sostituzione, dove possibile, del software proprietario in equivalente open source. Il mancato passaggio deve essere segnalato con un ?rapporto? che spiega le motivazioni del mancata adozione del software libero.
Andrea Castellani, ha infine presentato la neo Associazione e ha confermato la presenza di quest'ultima sia in ambito C.C.O.S., sia in ambito regionale per accompagnare il processo di ?cambio? proposto dall'Assessore Prodi per le scuole.
Inoltre e stato promosso il Linux Day come evento formativo sull'open source e free software.
E' stato richiesto dal Dott. Roberto Stefanoni, rappresentante del Dott. Panetti dell'Ufficio Regionale Scolastico un attento e graduale passaggio, consigliando all'Assessore Prodi l'uso di software libero che giri sui macchinari attualmente esistenti, questo per limitare e rendere ?digeribile? il problema di incompatibilità tra formato dati differenti.
Qui Castellani ha ricordato che uno degli articoli della legge Dottorini è l'adozione dei formati aperti per permettere l'interscambio dei dati tra programmi e sitemi differenti, che sottintende un obbligo ad usare formati aperti a discapito di soluzioni proprietarie.
Da un po' di giorni, infuria una polemica ai vertici dell'Unione europea. La commissione è oggetto di pressioni sguaiate, sui possibili pericoli per il settore dell'ICT, da parte di un gruppo di software-liberisti.
No, non si tratta degli aderenti alla Free Software Foundation, ma di una lobby di produttori software che si richiama alle teorie economiche liberiste: l'Initiative for Software Choice (ISC), sovvenzionata da Microsoft.
Senza usare mezzi termini, ISC minaccia effetti funesti se l'open-source prende troppo piede in Europa. Le azioni intraprese dalla Commissione Europea possono distruggere "l'intero ecosistema software".
Galeotto fu un documento, "Studio sull'impatto economico dell'open source sull'innovazione e la competitività dell'ICT in Europa", e chi lo scrisse, il MERIT, il centro di ricerca sulle tecnologie dell'università delle Nazioni Unite, con sede a Maastricht.
Il rapporto, uno dei primi a non essere sponsorizzato dalla "concorrenza", è lusinghiero nei confronti dell'open-source. Grazie alla prossima, prevista, adozione massiccia dei sorgenti aperti, il settore dell'ICT (Information and Communication Technology) europeo avrà più profitti, innovazione, crescita, concorrenza, competitività, e potrà agevolmente colmare il gap tecnologico con gli Usa.
La pubblica amministrazione dovrebbe non solo adottare questi sistemi, ma anche incentivarne l'uso presso le aziende, con strumenti tipo i crediti d'imposta. Parole non nuove per chi crede in questo modello economico-cognitivo, ma che forse per la prima volta provengono da un pulpito istituzionale europeo.
Invece ISC, con la lettera, scritta alla Commissione Europea, e pubblicata da TechWorld, considera il rapporto "un peana a favore dell'open-source, più che un'indagine seria".
La lettera avverte che se le istituzioni seguiranno le linee di condotta raccomandate dal rapporto MERIT, faranno "deragliare l'economia software Europea, danneggiando considerevolmente l'intero ecosistema software".
Per la seconda volta, in poche settimane, i dipendenti Microsoft usano la parola ecosistema. Poco tempo fa, IDC aveva usato lo stesso termine per glorificare l'impulso di Vista sull'economia europea.
Si tratta certamente di un lapsus freudiano. Parlare di "ecosistema software", o addirittura di "ecosistema Microsoft", non fa venire in mente la giungla amazzonica. Piuttosto viene in mente un latifondo coltivato estensivamente a soia transgenica.
Un ecosistema del genere suscita ben poca simpatia da parte degli ambientalisti a cui questo termine vorrebbe strizzare l'occhio. Ma anche a un'analisi più attenta, si tratta di un autogol. Solo l'ecosistema bio-diverso assicura la sopravvivenza di lungo periodo, e un habitat ottimale a molte forme di vita che lo occupano.
La monocoltura favorisce una sola specie. Equalizza, uniforma, e richiede dosi sempre più massicce di pesticidi, perché, lasciata a sè stessa, soccombe. L'ultimo stadio, prima della desertificazione. Un motivo in più per spingere su sistemi free e open-source.
Scarica il documento del Merit
Rilasciata come da programma la nuova versione, si verifica subito una breccia nella sicurezza; che è poi una vecchia conoscenza.
C'è voluto un anno e mezzo, ma finalmente la creatura è tra noi. Il browser destinato a colmare il divario con la concorrenza esce finalmente allo scoperto: Internet Explorer 7 è stato finalmente rilasciato.
Delle novità promesse (tabbed browsing e filtro antiphishing in primis) e che finalmente potremo vedere in azione abbiamo già ampiamente parlato nei mesi passati. Quello che veramente sorprende è che, a meno di 24 ore dal lancio, sia già stata scoperta una breccia nella sicurezza.
Peggio ancora, il baco in questione affligge la versione 6 fin da aprile, non è stato risolto e resta anche nel nuovo browser, scintillante e soprattutto sicuro (almeno così lo definivano a Redmond).
E' pur vero che Secunia stessa classifica la pericolosità della minaccia come less critical (2 nella scala da 1 a 5); ma dopo aver tanto parlato di attenzione alla sicurezza e di riscrittura di parti di codice proprio a difesa degli utenti, Microsoft non sembra partita con il piede giusto.
Chi visiti un sito web creato per sfruttare questa vulnerabilità e sia contemporaneamente loggato in un altro sito "sicuro", permette ai gestori del sito truffaldino l'accesso alle proprie informazioni personali. E' una situazione tutt'altro che ipotetica, specialmente per chi voglia sfruttare la "grande novità" della navigazione a schede.
La Riforma Moratti prevede l'utilizzo di strumenti informatici fin dalla scuola dell'infanzia.
A causa degli alti interessi in gioco da parte dei venditori di computer e software applicativo, vengono spesso impiegati nel processo formativo programmi commerciali costosi.
Oltre all'aspetto oneroso per la Scuola, l'utilizzo del software commerciale determina inoltre un aspetto sociale molto negativo, inducendo lo studente alla pirateria informatica qualora voglia, giustamente, utilizzare a casa gli stessi strumenti software appresi a scuola.
Al contrario, il Software libero attualmente disponibile sia per Linux che per Windows riesce già a coprire tutte le necessità della Scuola primaria e secondaria, senza alcun onere per la Scuola e per le famiglie in quanto può essere liberamente distribuito.
Per tali motivi ritengo che la Scuola debba liberarsi dalle pressioni dei venditori per focalizzare l'attenzione solo ai fini didattici, iniziando effettivamente ad impiegare il Software Libero in modo da ridurre i costi e consentire ai docenti di utilizzare le ultime versioni di software senza dover istruire pratiche di acquisto e verificare validità di licenze. Un docente che utilizza il Software Libero è un DOCENTE LIBERO!
Continua il terrorismo perpetrato dalle grandi software house che ammoniscono "copiare software è reato" quando invece dovrebbero più giustamente dire "effettuare copie non consentite è reato".
Esiste infatti anche il "Software Libero", ovvero applicazioni che chiunque può gratuitamente scaricare, utilizzare, ridistribuire, ed eventualmente modificare e personalizzare.
Qualche lettore penserà che il software distribuito gratuitamente non possa garantire elevati standard qualitativi: sbagliato, anzi spesso il Software Libero risulta più sicuro dal punto di vista dei virus e degli errori di programmazione rispetto alla controparte commerciale!
Un esempio di Software Libero è la suite di applicazioni per ufficio OpenOffice.org, scaricabile dal sito http://it.openoffice.org, che consente di scrivere lettere, fogli di calcolo, presentazioni, disegni vettoriali, etichette, e accedere ai database: è in sostanza un ottimo sostituto di Word, Excel, Publisher, Access.
Altri software liberi di alta qualità sono rappresentati da Firefox e Thunderbird, scaricabili dal sito http://www.mozilla-europe.org/it, i quali consentono la navigazione web e la gestione della posta elettronica riducendo moltissimo la probabilità di ricevere virus rispetto ad altri software commerciali come Internet Explorer e Outlook.
Le applicazioni sopracitate funzionano su diverse piattaforme e con svariati sistemi operativi, fra i quali Windows, Linux, FreeBSD, MacOSX. Esistono inoltre molti altri software che possono essere liberamente scaricati senza incorrere nel reato di copia illegale.
La pirateria informatica è una piaga sociale che può essere sconfitta promuovendo l'uso del Software Libero.
Un'azienda cinese promette di far meglio di Negroponte: computer con disco rigido, 256MB di RAM DDR e processori da 1GHz di clock. La CPU è un Godson, meglio conosciuto come Dragon Chip: un processore totalmente cinese
Shanghai (Cina) - I primi computer super-economici interamente progettati ed assemblati in Cina vedranno la luce il prossimo ottobre: saranno equipaggiati con la CPU Godson, meglio conosciuta come "Dragon Chip". Gli elaboratori verranno venduti inizialmente ad un prezzo compreso tra i 150 ed i 175 dollari, per poi scendere a 125 dollari entro il 2007.
Ciascun computer, dotato di sistema operativo Linux, avrà 256MB di RAM DDR, disco rigido da 40 o 60GB ed un processore a 64 bit Godson-2, disponibile nella versione da 800MHz oppure 1GHz. L'azienda produttrice del computer, Zhong Ke Menglan, ha in mente di conquistare enti governativi ed istituti scolastici: il Dragon PC entrerà in competizione diretta con il laptop a basso costo ideato da Nicholas Negroponte?
Gli elaboratori della Zhong Ke Menglan avranno l'aspetto di set-top box ultracompatti ed includeranno un'interfaccia ethernet e quattro porte USB: il monitor, tuttavia, dovrà essere acquistato separatamente. Questa particolarità potrebbe far aumentare il prezzo finale della macchina; tuttavia l'azienda ha già ricevuto numerosi ordini d'acquisto da parte di vari paesi del sud-est asiatico.
Il progettista Wu Shaogang, intervistato da EETimes, è convinto che l'era del Dragon Chip sia appena iniziata. Finora, infatti, le CPU cinesi sono state utilizzate soltanto come microprocessori integrati in vari apparecchi per la riproduzione multimediale e router di rete. In futuro, ha detto Wu, la serie di CPU Godson sarà addirittura utilizzata per costruire un supercomputer tutto cinese.
Ufficialmente compatibile con i processori MIPS, il Dragon Chip ha sollevato enormi polemiche perché potrebbe essere un vero e proprio falso: Tom Halfhill, analista per conto di Microprocessor Report, ha più volte dichiarato che "la versione a 64bit di Godson assomiglia moltissimo ad un MIPS R10000". Weiwu Hu, ideatore del Godson-2, si è sempre difeso dicendo di aver semplicemente creato "una CPU compatibile al 95% con le istruzioni MIPS".
L'azienda che produce i Godson-2 è controllata direttamente da Pechino. Secondo le specifiche tecniche rilasciate dal chipmaker, BLX IC Design Corporation, le prestazioni di un Godson-2 a 500MHz sono paragonabili a quelle di un Pentium 3 di Intel. Gli ingegneri cinesi, secondo alcuni rumors, starebbero lavorando a nuove implementazioni dell'architettura Godson per poter competere con i chipmaker statunitensi.
Tommaso Lombardi
In seguito alle lamentele, Microsoft ha deciso di modificare l'interfaccia della nuova suite.
Office 2007 perde ancora un pezzo, o almeno lo nasconde. Inizialmente la nuova versione di Office avrebbe dovuto pensionare i menu in favore dei ribbon, sistema per il quale le funzioni vengono contenute in una striscia sita nella parte alta dello schermo e raggrupate per categorie (ad esempio "Write", "Insert", "Page Layout" eccetera).
Il sito Microsoft permette di vedere alcuni screenshot per rendersi conto della novità.
Durante una presentazione al Tech Ed 2006 di Sydney è stato però rivelato che, a seguito di lamentele da parte dei beta tester, Microsoft ha introdotto una nuova opzione che permette di minimizzare automaticamente i ribbon, che acquistano così un look simile a quello dei menu tradizionali.
L'oggetto della lamentela è stato lo spreco di spazio dovuto alle dimensioni della nuova interfaccia. Nonostante il cambiamento Microsoft resta però dell'idea che l'innovazione apportata con il nuovo sistema sia positiva, sebbene non venga adottata in tutte le applicazioni della suite: Visio e Outlook, ad esempio, non ne fanno uso.
Dopo l'abbandono del supporto al formato PDF, un altro elemento a suo tempo pubblicizzato come importante novità si avvia così verso l'oblio.
I ribbon non scompaiono ma, semplicemente, viene fornita la possibilità di ridurli in maniera tale da ricordare i vecchi menu; nonostante questo, viene da chiedersi quanti utenti terranno il comportamento di default (e quindi i ribbon) e quanti invece cercheranno il più possibile di ricreare un'interfaccia da tempo familiare.
Conviene riflettere su quali siano per l'utente comune le reali novità della versione 2007; potrebbe essere più semplice e meno costoso orientarsi verso le alternative.
L'associazione vede rigettato il ricorso contro Microsoft per la pre-installazione del sistema operativo ma vince sul fronte dei costruttori. E sottolinea: è diritto degli utenti chiedere il rimborso se non vogliono Windows sul PC
Firenze - Lo scorso 27 Ottobre 2005 avevamo chiesto all'Antitrust di verificare se Microsoft e le aziende che vendono i propri PC di fatto obbligando i consumatori ad avere installato il sistema operativo Windows, non stessero abusando della propria posizione dominante di mercato. L'Autorità, dopo la seduta dello scorso 20 luglio 2006, ci ha comunicato che secondo lei questo abuso non c'è: per Microsoft l'Autorità ritiene che quanto da noi segnalato non vi è riferibile, ma lo sarebbe per le imprese produttrici di hardware che pre-installano Windows nei computer.
"Dalle informazioni raccolte - specifica l'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato - è inoltre emerso che sul mercato vi sono imprese che offrono prodotti che non installano tale sistema operativo e che comunque i consumatori possono rifiutare l'installazione di Windows e ricevere un rimborso".
Noi non ci accontentiamo di quanto ha deciso l'Autorità per due motivi:
1 - il fatto che ci siano accordi tra Microsoft e i produttori di hardware al punto tale che l'"accoppiata" rappresenti quasi il 100% del mercato, non ci sembra che giovi ad un mercato concorrenziale e libero. Comunque, questa Autorità, per esempio, ritiene che non ci siano abusi di posizione dominante neanche per Telecom riguardo alla telefonia fissa, per l'Enel riguardo all'energia elettrica, per la Rai riguardo la comunicazione tv, etc.... quindi non ci stupiamo più di tanto!
2 - non è così semplice e lineare, come invece dice l'Autorità, ricevere il rimborso del costo del sistema operativo da un produttore che vende il pc con Windows pre-installato. Tant'è che noi, dal 25 novembre 2005, siamo in causa con la Hewlett-Packard italiana srl, titolare del marchio Compaq, proprio per avere questo rimborso che ci viene negato.
Comunque, prendiamo atto e facciamo tesoro di quanto afferma l'Antitrust sui rimborsi, per dare forza alle richieste di rimborso che noi consigliamo ai consumatori.
Sarà un motivo in più per cercare di ottenere dai produttori questo rimborso o per vincere le cause, ma -ribadiamo - non è un rimborso che è nella quotidiana vita commerciale, perchè non ci risulta che sia stato ottenuto senza le messe in mora e le cause.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Sicurezza, il torrido agosto di Microsoft Nella prima parte del mese MS ha rilasciato oltre una ventina di patch che correggono bug in Windows, Office e IE. Tra quelle più serie una è già presa di mira da alcuni malware
Redmond (USA) - Nella seconda settimana di agosto Microsoft ha pubblicato 12 bollettini di sicurezza che descrivono, in totale, 23 vulnerabilità di Windows, Office e Internet Explorer: di queste falle, oltre la metà sono state classificate dal big di Redmond con il massimo grado di pericolosità.
Il problema più temuto dagli esperti di sicurezza è quello trattato nel bollettino MS06-040 e relativo ad un buffer overflow nel servizio Server di Windows 2000, XP e 2003. Su tutte le piattaforme vulnerabili, incluse quelle provviste degli ultimi service pack, la falla può essere sfruttata da remoto per prendere il pieno controllo di un sistema.
I timori degli esperti di sicurezza hanno trovato conferma dopo circa una settimana dal rilascio della patch, quando le società di antivirus hanno segnalato la comparsa del primo bot - noto con i nomi Graweg, Mocbot, WGAReg, e Cuebot - capace di sfruttare la succitata falla per creare una rete di sistemi zombi. Il bug si presta bene ad essere utilizzato dal malware per il fatto di non richiedere aluna interazione da parte dell'utente.
Nelle scorse settimane sono stati scoperti anche altri codici virali in grado di far leva sulla falla MS06-040: fortunatamente nessuno di questi è riuscito a diffondersi in modo rilevante.
Gli altri bollettini "critici", elencati in questa pagina del sito italiano di Microsoft, riguardano bug nel kernel di Windows, servizio DNS, IE, Outlook Express, Microsoft Management Console, Guida HTML, Visual Basic for Applications e PowerPoint: in tutti i casi le debolezze possono essere ptenzialmente sfruttate per eseguire del codice da remoto.
Il bollettino relativo a IE, l'MS06-042, contiene una patch cumulativa che risolve 9 diverse vulnerabilità del browser di Windows, sia vecchie che nuove. Le falle più pericolose possono consentire ad un sito web di eseguire del codice dannoso con gli stessi privilegi dell'utente locale. Microsoft ha pubblicato una versione aggiornata di questo bollettino pochi giorni fa, il 24 agosto, per sistemare una vulnerabilità introdotta dall'update originale.
Vi sono poi tre bollettini classificati come "importanti" che descrivono vulnerabilità in Esplora risorse, kernel di Windows e nel modo in cui Windows gestisce i collegamenti ipertestuali.
Da notare come questa tornata di patch contenga anche un paio di correzioni per Windows Vista Beta 2. Perugia - Gli uffici pubblici della Regione Umbria dovranno adottare software a codice aperto per produrre documenti e servizi, in modo tale da garantirne un accesso senza ostacoli da parte dei cittadini. Questo uno dei punti chiave di una nuova normativa, la prima in una regione italiana, che promuove nei fatti la diffusione del software libero.
La norma approvata dalla Regione al primo articolo promuove il pluralismo informatico e qualora la pubblica amministrazione dovesse ricorrere a programmi proprietari dovrà motivarne la scelta e adoperarsi in ogni caso per adottare "un formato dei documenti più possibile prossimo a formati a sorgente aperto". Entro tre anni l'amministrazione regionale dovrà aver adeguato le proprie strutture informatiche e avviato programmi di formazione del personale.
A parte questi obblighi, la norma spinge gli uffici regionali ad adottare software aperto anche nelle procedure interne. Ad esempio nel caso del trattamento dei dati dei cittadini, "la cui diffusione o comunicazione a terzi non autorizzati possa comportare pregiudizio per la pubblica sicurezza".
Di interesse che, proprio nel caso del trattamento dei dati, l'informativa sulle modalità della procedura dovranno comprendere anche le modalità di reperimento e le denominazioni dei software a codice aperto utilizzati dall'amministrazione.
La nuova normativa, favorita dall'orientamento espresso già nella scorsa legislatura dal ministero all'Innovazione per la promozione dell'open source nella PA, impone all'amministrazione nuovi obblighi anche in fase di acquisto di software. Nell'analizzare quanto necessario ai servizi pubblici sarà infatti necessario includere nella valutazione il software libero.
Altri elementi comprendono l'incentivazione alla realizzazione di progetti open source in enti pubblici e scuole, la promozione del concetto stesso di open source nei programmi didattici e istituisce un fondo per lo sviluppo open source.
Infine, attraverso un centro di competenza sull'open source si lavorerà con istituzioni pubbliche, sviluppatori e associazioni professionali per "lo studio, la promozione e la diffusione delle tecnologie" aperte.
La legge, disponibile in pdf, è frutto di una proposta di normativa avanzata dal consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi e Civici) che spiega: "Prima fra tutte le regioni d'Italia (l'Umbria, ndr.) si dota di una legge che ha come finalità quella di garantire al cittadino il pluralismo informatico e di rompere i monopoli che di fatto ingessano il mercato, costringendo la pubblica amministrazione a investimenti spropositati e allo stesso tempo inevitabili".
Il riferimento, sottolinea l'esponente del Sole che ride, è alle ingenti spese oggi sostenute per l'acquisizione di licenze per software proprietario: "Dal 2005 ad oggi la nostra regione ha speso circa un milione e mezzo di euro per il rinnovo e l'acquisto di nuove licenze software, di cui il novanta per cento prodotti targati Microsoft, azienda che è bene ricordare l'Unione Europea ha condannato per abuso di monopolio nel mercato europeo dell'informatica".
"Grazie a questa legge ? conclude Dottorini - i progetti di diffusione e adozione del software libero possono contare sui trenta mila euro già stanziati a gennaio, grazie al nostro emendamento al Dap, che auspichiamo possano aumentare per il prossimo anno".
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